La dieta inglese per perdere peso: quali sono i suoi rischi?

La dieta inglese per perdere peso: quali sono i suoi rischi?

Le prime cose a cui pensiamo quando ci parlano di cucina britannica? Fish & chips, pies, tacchino arrosto con patate, of course!

A ben guardare, però, la moderna dieta inglese ha incorporato diverse influenze culinarie provenienti da tutto il mondo e da tutte le epoche. I primi invasori romani e vichinghi, i traffici con le colonie dell’Impero britannico, i milioni di persone che qui si sono trasferite da ogni parte del globo, portando con sé radicate tradizioni culinarie. Il pollo tikka masala, oggi, è da considerarsi tipicamente inglese, quanto il manzo o il fish & chips!

Non solo. Il vegetarianismo, durante il ventesimo e il ventunesimo secolo, è costantemente cresciuto in popolarità, in Inghilterra e nel Regno Unito, fino a giocare un ruolo decisivo nella composizione dei menù dei sudditi di Sua Maestà.

Ciononostante, per quanto ortaggi e verdure siano sempre stati centrali nella cucina inglese, la carne e le uova rimangono insostituibili…


Benefici della dieta inglese

I benefici di un regime alimentare d’influenza british?

La dieta tradizionale inglese pone appunto l’accento sui prodotti a base di carne e pesce, ed è quindi ricchissima di proteine. L’elevato consumo di prodotti lattiero-caseari fornisce agli inglesi calcio sufficiente per il mantenimento di ossa e denti forti (contrariamente a quanto solitamente si dica…) e per la prevenzione dell’osteoporosi. E le influenze nella dieta inglese dall’Europa mediterranea hanno portato a un benefico aumento del consumo di grassi insaturi (su tutti, l’olio extravergine d’oliva) anziché di grassi saturi.

pane integrale a fette su un tagliere

Perdere peso con la dieta inglese

Al contrario delle previsioni, è possibile!

Anzi, gli inglesi, notoriamente abili scommettitori, non solo accettano la sfida, ma rilanciano: la promessa alla base della dieta inglese è di perdere tra 9 e 12 chili in sole 3 settimane, seguendo oltretutto uno schema alimentare piuttosto semplice.

Che cosa rappresenta il fondamento della dieta degli inglesi? Una colazione più che abbondante, certamente!

La tradizione ordina di cominciare la giornata con un breakfast tutt’altro che rapido, capace di garantire un elevato quantitativo di energia da spendere nel corso della giornata stessa. L’ora del pranzo, in buona sostanza, potrebbe essere persino bypassata…

Non a caso, esperti hanno sostenuto1 come una colazione completa rappresenti la chiave di volta nel processo di salvaguardia della forma fisica e mentale2. Infatti se si selezionano i giusti prodotti per la propria alimentazione mattutina si migliorerà il funzionamento dell’apparato digerente e del tratto intestinale. In questo modo si stimolerá il metabolismo3, facilitando l’eliminazione dei grassi.

È comunque possibile rivisitare la colazione all’inglese, utilizzando prodotti più leggeri e digeribili. Spazio a pane integrale, fesa di tacchino, yogurt e frutta fresca intera o frullata, dunque, pur tenendo conto di come la star indiscussa della colazione all’inglese sia indubbiamente l’uovo.

Che sia strapazzato (che mondo sarebbe senza scrambled eggs?), sodo, alla cocque, in forma di frittata, abbinato con verdure e ortaggi e condito con un cucchiaino di olio d’oliva: l’importante è che ci sia, e ci garantisca tutto il suo apporto energetico.

un uovo rotto a metá

Controindicazioni della dieta inglese

Ma quali possono essere gli effetti collaterali di un simile regime alimentare?

A farsi prendere la mano dal consumo di piatti tradizionali inglesi si rischierebbe di vedersi innalzare pericolosamente l’indice dei grassi saturi. La Vegetarian Society britannica riferisce4 infatti che circa il 42% dell’apporto calorico ed energetico nella tipica dieta inglese deriva dai grassi, quando i locali Comitati di politica alimentare e di educazione alimentare hanno raccomandato di far sì che il tasso non superi il 30-35%.

Si ritiene che la percentuale relativamente elevata di grassi – e in particolare di grassi saturi – nella tradizionale dieta inglese abbia contribuito, nei decenni e nei secoli, all’incidenza altrettanto elevata di malattie cardiache sul suolo britannico, clamorosamente più alta rispetto ai Paesi del bacino del Mediterraneo5.


Riferimenti & Approfondimenti:

  1. Hamid R Farshchi, Moira A Taylor, Ian A Macdonald: “Deleterious effects of omitting breakfast on insulin sensitivity and fasting lipid profiles in healthy lean women” https://academic.oup.com/ajcn/article/81/2/388/4607454
  2. Andrew P. Smith: “Breakfast and mental health” https://www.tandfonline.com/doi/abs/10.3109/09637489809089415
  3. Santiago Cueto:“Breakfast and dietary balance: the enKid Study” https://www.researchgate.net/profile/Santiago_Cueto/publication/11445222_Breakfast_and_performance/links/56c6563808ae408dfe4d3105/Breakfast-and-performance.pdf
  4. Jae Allen: “Traditional English Diethttps://oureverydaylife.com/282027-traditional-english-diet.html
  5. BBC News: “British heart disease rates high” http://news.bbc.co.uk/2/hi/health/2133674.stm

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